Il PAM come un deserto?


Nei pomeriggi assolati della prossima estate cercare frescura sotto gli alberi del Parco AltoMilanese diventerà più difficile. Infatti nel  futuro del Parco vi è un taglio massiccio di conifere, previsto in tempi brevi (a partire da Aprile).
Ma questa volta l'intervento sul patrimonio arboreo non è dovuto ad azioni non legali come avvenuto un paio di anni addietro.Il responsabile è un parassita, un coleottero dal nome Bostrico che ha compromesso il
destino di diverse centinaia (tra 800 e 900)conifere del parco.
La stampa riporta con dovizia di particolari la vicenda e le reazioni del Consiglio di Amministrazione del PAM che ha tenuto lo scorso sabato una conferenza all'uopo.
Senza addentrarmi nel terreno della cronaca che non mi compete, mi limito a prendere atto che il taglio di metà delle conifere (1700 nel PAM) rappresenta una vera e propria "mazzata" per il parco che avrà un'aspetto totalmente differente nei prossimi anni.
La vicenda, insieme al taglio del Bosco dei Ronchi che ha già riempito le pagine di cronaca locale (ma è tutto da verificare quanto interesse abbia suscitato nei Legnanesi), potrebbe almeno servire a riportare l'attenzione sulla necessità di tutelare e incrementare le aree verdi urbane, magari proprio ripartendo dalla ormai inapplicata legge Rutelli del 1992(n. 113/92 ) che imponeva di piantare un albero per ogni nuovo nato

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