Partono le Consulte Territoriali

Partono le Consulte Territoriali. E lo fanno con il freno a mano tirato, almeno alla Consulta Oltrestazione, dove la sera di mercoledì 20 si è svolta la prima uscita pubblica del parlamentino di zona.
All'incontro presso la sede di via Venezia, oltre ai membri della Consulta si sono ritrovati una decina di cittadini gran parte di essi da me conosciuta come legata ad associazioni operanti sul territorio.All'appello hanno risposto infatti il Gruppo quartiere San Paolo, il Circolo Santa Teresa ed il Comitato Laboratorio di Quartiere Mazzafame.




Nel paio di ore in cui è avvenuto lo scambio di opinioni tra membri e cittadini gli argomenti trattati sono stati molti,i risultati decisamente meno, d'altronde trattandosi di una "prima"mi sarei stupito di un risultato differente.
Era comprensibile che in questa prima uscita l'esigenza di conoscersi (anche tra i componenti stessi) prevalesse sull'operatività.
Personalmente ho appreso(e anche di questo non mi stupisco) che la Consulta muove i suoi primi passi con entrate finanziarie pari a zero per l'anno in corso e con prospettive non troppo rosee per il futuro.Quanto messo in campo verrà veicolato(tramite manifesti/volantini)a cura del governo cittadino a cui farà anche capo il supporto telematico per mezzo di un blog dedicato alla stessa Consulta(oltre ad uno scontato indirizzo di posta elettronica immagino) che deve essere aperto.Sul piano delle risorse purtroppo non c'è da aggiungere molto di più.
Al di là del resoconto ufficiale che verra riportato nei verbali delle riunioni, mi limito ad alcuni aspetti di quanto discusso ieri.
Nel dibattito è stato predominante fino ad un certo punto, il metodo con cui la Consulta ricerca il contatto con il territorio che ha avuto sintesi nel proposito di proseguire ed ampliare la conoscenza tra le realtà associative operanti nella porzione di città e il nuovo strumento che la giunta Centinaio propone ad esse.
Lo scambio di pareri tra le associazioni presenti con le loro competenze ed i membri della Consulta ha aperto il dialogo sull'aspetto legato ai bisogni della città. Nell'approfondimento di questi bisogni dei concittadini ha fatto ingresso irruente la questione sicurezza, dovuto in parte al clima che si respira in questi giorni in città dopo le vicende legate all'accoglienza per l'emergenza freddo di alcuni Rom in via Oberdan, argomento toccato e che ha dato il via ad una ridda di pareri.
Il confronto ha avuto scambi di vedute interessanti ma frammentari su diversi aspetti della sicurezza, come viene percepita dai concittadini e come può essere gestita.

Una serie di esempi negativi di situazioni a rischio ben note peraltro in città(degrado stazione, spaccio in alcuni siti, etc) con poche proposte concrete di risoluzione tra cui spicca la proposta del vigile di quartiere,dall'altro le esperienze di chi nel territorio lavora con percorsi di integrazione o con proposte non convenzionali(la creazione di una sala prove in Mazzafame)con prospettiva di ottenere migliori risultati anziché  con il classico presidio del territorio.
Cito solo alcuni di questi aspetti trattati perché la sovrapposizione di esempi negativi e positivi (validi o meno) ha reso caotico il  dibattito,che ad un certo punto è diventato improduttivo.
Soprattutto i tanti problemi che possono essere sollevati (dall'attraversamento del Sabotino, arteria trafficata e pericolosa passando per la scarsa cura del bene comune, vedi i cestini portarifiuti diventati punti di raccolta di immondizia,alla scarsa fruibilità e valore delle aree verdi quando mal gestite e non inserite nella giusta prospettiva, vedasi Bosco 1993) danno l'idea del rischio che correrebbe una Consulta che si approcciasse alla cittadinanza o da essa venisse percepita solo come "ufficio reclami".

Sono convinto che questo rischio esista e mi sembra di avere capito che sia condiviso da molti membri della consulta.
Personalmente sono stato interpellato su questioni ambientali, come cittadino ho portato delle impressioni su temi legati al quartiere forse banali (lo stato delle aree verdi urbane vedi Bosco 1993, la mobilità pubblica)ma ritengo "sentiti" insieme a più noti argomenti, come il livello della qualità dell'aria(ed il suo monitoraggio)che sono giunti alla cronaca locale.

Al termine dell'incontro la Consulta ha scelto le linee guida su cui muoversi in modo che per il prossimo appuntamento si cominci ad ingranare meglio.

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